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Home » Argomenti » Cambiamento climatico » Nuove disillusioni da Doha

Articolo stampato dal sito https://carlocarraro.org
Nuove disillusioni da Doha

Tags: COP18, Doha, Durban Platform, negoziati, politiche climatiche, UNFCCC  |   Data: 15 Dicembre 2012  | Nessun commento

Si è da poco conclusa la diciottesima conferenza delle Nazioni Unite sul clima (COP 18), tenutasi a Doha (Qatar). E’ stata senza dubbio una delle migliori COP (Conferenza delle Parti dell’UNFCC) di sempre dal punto di vista organizzativo e logistico. Il Qatar ha gestito ottimamente l’attenzione dei media ed e’ stato in grado di attrarre una grande partecipazione dei vertici governativi delle organizzazioni internazionali, di gruppi di opinione di centri di ricerca e di universita’.

Anche l’ICCG ha partecipato con una propria conferenza organizzata assieme alla Fondazione Mattei e all ‘Universita’ Ca’ Foscarie aperta a sorpresa dal Ministro Clini che ha voluto essere presente . Sala piena e molto interesse per il nostro lavoro sull’adattamento.  Ma gli esiti della COP, anche questa volta, hanno disilluso le speranze di molti.

Figura 1: Le COP dell’UNFCCC da Copenhagen a Varsavia

La Figura riassume il percorso geografico dei negoziati dal 2009, anno della deludente COP15 di Copenhagen, fino alla prossima COP19 che si terrà a Varsavia nel 2013, passando per i negoziati di Cancun e Durban. Il collegamento tra questi eventi annuali disegna un cerchio che si chiude in senso antiorario: in effetti, guardando ai risultati, sembra di essere tornati alla casella di partenza senza aver concluso molto.

A Doha, dopo tredici giorni di negoziazioni, le parti dell’UNFCCC hanno trovato un accordo sul documento finale battezzato “Doha Climate Gateway” che, come spesso è accaduto nei documenti adottati in occasione delle ultime COP, tradisce con il suo nome  la spasmodica ricerca di un’originalità formale che vuole comunicare un’innovazione mancante nella sostanza. Nome, inoltre, equivoco: il termine inglese gateway indica “un’entrata o un passaggio che può essere chiuso da un cancello”. Un’entrata in una nuova era? La chiusura di qualcosa?

 

La più rilevante tra le decisioni incluse nel Climate Gateway è il tanto atteso emendamento al Protocollo di Kyoto, che stabilisce un secondo periodo di impegni della durata di otto anni (1 gennaio 2013 – 31 dicembre 2020), dopo il quale dovrebbe entrare in azione il nuovo accordo legalmente vincolante da definire nell’ambito della Durban Platform. Da qui deriva l’unico successo di Doha: l’aver salvato il mercato UE delle emissioni, che sarebbe inevitabilmente crollato senza una proroga al Protocollo di Kyoto. E’ un fatto importante, perché mantiene in vita quello che in questi anni e’ stato l’unico mercato da cui si potesse ricavare il prezzo delle emissioni e quindi il costo che chi inquina deve pagare alla societa’. Inoltre, il mercato europeo sara’ a breve affiancato da quello californiano e da quello australiano, il che permettera’, come spiegato in un precedente post, importanti guadagni di efficienza se questi mercati saranno tra loro collegati.

Tuttavia, l’impatto di tale decisione sulle emissioni complessive non e’ elevato: quattro tra i Paesi firmatari del primo periodo di impegni del Protocollo (Russia, Giappone, Nuova Zelanda e Canada) sono usciti dall’accordo. Vi si mantengono vincolati Unione Europea, Norvegia, Croazia, Bielorussia, Ucraina, Kazakhastan, Islanda, Australia, Svizzera, Monaco, Liechtestein, responsabili oggi di poco più del 15% delle emissioni globali.

Con queste premesse, e considerato che per ora non sono previsti impegni addizionali, l’obiettivo internazionalmente riconosciuto di mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei due gradi alla fine del secolo risulta sempre più improbabile da raggiungere. Per aumentare l’ambizione degli impegni e tenere vive le speranze, i Paesi firmatari potranno rivedere i propri obiettivi di riduzione delle emissioni per il secondo periodo di impegni entro il 2014, mirando ad una riduzione aggregata di almeno 25-40% sotto i livelli del 1990 entro il 2020.

 

Per quanto riguarda l’accordo post-2020 (Durban Platform), le parti sono riuscite a definire un calendario di incontri per i prossimi due anni, mirato ad esplorare le opzioni a disposizione al fine di pervenire ad un accordo sulla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra prima di maggio 2015. Il Segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon ha annunciato che convocherà i leader mondiali nel 2014 per mobilitare la volontà politica e raggiungere l’obiettivo entro tale scadenza.

 

Sul fronte dei finanziamenti di lungo termine, i lavori sono stati estesi fino alla fine del 2013 con l’obiettivo di supportare i Paesi sviluppati nell’identificare nuove risorse finanziarie per rispettare il loro impegno di mobilitare entro il 2020 100 miliardi di dollari destinati al sostegno di misure di riduzione delle emissioni e di protezione dai danni indotti dal cambiamento climatico nelle nazioni in via di sviluppo. Obiettivo che appare lontano e improbabile, visto che ad oggi sono stati mobilitati meno di 2 miliardi di dollari (dovevano essere 30 miliardi entro il 2012).

 

Infine, la Conferenza ha deciso di istituire un meccanismo internazionale, i cui dettagli si definiranno a partire dalla prossima sessione negoziale, per affrontare il tema dei danni e delle perdite associate ai cambiamenti climatici. In particolare, viene richiesto ai Paesi sviluppati di trasferire ai Paesi in via di sviluppo fondi, tecnologie e capacity-building per affrontare gli impatti in cui essi incorreranno.

 

Maggiori informazioni:

  • “Doha Climate Gateway: a first overview”, Climate Policy Watcher (9 dicembre 2012): http://www.climate-policy-watcher.org/?q=node/451
  • “L’improbabile obiettivo dei 2 gradi”, post su questo blog (9 maggio 2012): http://www.carlocarraro.org/argomenti/politiche-climatiche/limprobabile-obiettivo-dei-2c/
  • IISD Reporting Services (IISD RS) Coverage of the Doha Climate Change Conference (novembre 2012): http://www.iisd.ca/climate/cop18/
  • “From Cancun to Durban to Doha: a long journey but with little progress made on climate change”, evento ICCG (12 dicembre 2012): http://www.iccgov.org/EventDetails.aspx?IDEvento=149&IDSM=59&IDM=75

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