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Home » Argomenti » Cambiamento climatico » Elezioni 2013. A chi interessa il nostro futuro?

Articolo stampato dal sito https://carlocarraro.org
Elezioni 2013. A chi interessa il nostro futuro?

Tags: Agenda Monti, cambiamenti climatici, candidati, coalizioni, elezioni, Fare per fermare il declino, Movimento Cinque Stelle, Partito Democratico, Popolo della Libertà, Rivoluzione Civile  |   Data: 10 Febbraio 2013  | Nessun commento

Img1A due settimane dalle elezioni politiche italiane del 24-25 febbraio 2013, ogni canale mediatico cui ci connettiamo ci sommerge di promesse e dichiarazioni provenienti dai vari candidati alla Presidenza del Consiglio. Promesse e rassicurazioni che si concentrano prevalentemente sui temi dell’occupazione, della pressione fiscale, del risanamento di bilancio per trovare una via d’uscita nel breve termine ad una crisi economica che preoccupa molti.

Occupano invece un posto assolutamente secondario nel dibattito le tematiche ambientali, e soprattutto quelle relative ai cambiamenti climatici. Eppure, secondo i dati della società Lorin Consulting presentati lo scorso novembre al V Forum “QualEnergia?” di Roma, guardando alle reali preoccupazioni degli italiani, subito dopo il problema dell’occupazione (92,2%) vi sono proprio i temi ambientali (64,2%). Preoccupano in particolare l’inquinamento, lo spreco delle risorse e il cambiamento climatico, quest’ultimo cresciuto tra le ansie degli italiani di ben 4 punti nell’ultimo anno (dall’8,7% del 2011 al 12,7% del 2012). Ci si aspetterebbe quindi una maggior attenzione a questi temi da parte dei protagonisti del dibattito pre-elettorale.

Al di là delle dichiarazioni mediatiche, cosa propongono i programmi ufficiali dei candidati? Il cambiamento climatico deve restare ancora una volta un tema secondario, nonostante le evidenze scientifiche e gli impatti che stanno già influendo sulle nostre vite?

Abbiamo analizzato i programmi dei principali schieramenti focalizzandoci sui punti in cui essi affrontano i temi dell’ambiente per comprendere quali aspetti specifici prendono in considerazione, con particolare attenzione al modo di rispondere alla sfida della necessaria riduzione delle emissioni di gas serra e degli impatti dei cambiamenti climatici.

 

Italia Bene Comune – Bersani Presidente

Nei dieci punti del programma di Bersani, due dei quali dedicati rispettivamente allo sviluppo sostenibile e ai beni comuni, il tema del clima non appare. Il programma resta piuttosto generico, avvicinandosi più ad una dichiarazione di principi che non a delle misure specifiche e concrete.

Nel paragrafo sullo sviluppo sostenibile, si propone una politica industriale “integralmente ecologica”, con grandi aree d’investimento, di ricerca, di innovazione verso le quali orientare il sistema delle imprese, nell’industria, nell’agricoltura e nei servizi, cui si aggiungono la mobilità sostenibile, il risparmio e l’efficienza energetica.

Sui beni comuni si afferma che salute, istruzione, sicurezza, ambiente, sono campi dove, in via di principio, non deve esserci il povero né il ricco. […] L’energia, il patrimonio culturale e del paesaggio, le infrastrutture dello sviluppo sostenibile, la rete dei servizi di welfare e formazione, sono beni che devono vivere in un quadro di programmazione, regolazione e controllo sulla qualità delle prestazioni, in un’ottica di universalità di accesso e di sostenibilità nel lungo periodo.

Il tema ambientale viene solo sfiorato anche nel paragrafo democrazia, invocando una difesa intransigente del principio di legalità, a una lotta decisa all’evasione fiscale, al contrasto severo dei reati contro l’ambiente […].

Non si può tuttavia non citare Sinistra Ecologia Libertà, parte della coalizione di centro-sinistra che, nel suo programma di lista, non solo dedica il primo dei quattro capitoli del programma al tema della Conversione ecologica dell’economia e della società italiana, ma cita il clima in altri tre, facendolo diventare un tema trasversale. Sei volte è citato il clima, due volte il cambiamento climatico, due volte le emissioni di gas climalteranti.

 

Coalizione di centro-destra

Il Popolo della Libertà, partito principale della coalizione, dedica i punti 13 e 14 dei ventitré del suo programma rispettivamente all’energia e all’ambiente e inserisce nel punto dedicato alle infrastrutture un piano generale per la mobilità urbana sostenibile. Tuttavia, in tutto il programma, delle parole clima, emissioni o derivate non c’è traccia.

Nel capitolo Energia si afferma che il piano energetico nazionale debba tenere conto anche dello sviluppo delle fonti rinnovabili, si prevedono una diminuzione delle accise che incidono sul costo dell’energia, una serie di incentivi per le energie rinnovabili, per gli investimenti in nuove tecnologie finalizzate alla riduzione dei consumi energetici e per la realizzazione della smart grid, finalizzati ad aumentare l’efficienza delle reti di trasmissione di energia elettrica.

Il capitolo Ambiente, green economy e qualità della vita affronta, tra gli altri, i temi del riassetto idrogeologico, della messa in sicurezza del patrimonio immobiliare, dei rifiuti, della valorizzazione del sistema dei parchi e delle aree protette, della relazione ambiente-turismo e delle Smart Cities. Sul punto dedicato alla Green economy, afferma di puntare su quattro settori strategici: eco-innovazione, fonti rinnovabili, riciclo dei rifiuti e mobilità sostenibile.

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Scelta Civica con Monti per l’Italia

Uno dei  ventotto paragrafi, raggruppati in quattro capitoli, dell’Agenda Monti, è dedicato al tema “Sfruttare tutto il potenziale dell’economia verde”.

L’introduzione occupa un terzo del paragrafo e tocca i diversi aspetti della green economy: tutela dell’ambiente come parte integrante dell’economia, efficienza nei trasporti, nell’industria, nell’agricoltura e negli edifici, contenimento delle emissioni nocive, rifiuti, bonifica dei terreni, acqua, sicurezza, mobilità a basso impatto ambientale e intransigenza verso chi viola le regole. Il tutto perseguibile “attraverso programmi formativi e incentivi che facilitino e le scelte “verdi” oltre che con l’intransigenza verso chi viola le regole ambientali.

Un altro terzo del paragrafo è dedicato al problema della gestione dei rifiuti, insistendo sulla loro riduzione, sul riutilizzo dei materiali, sulla differenziazione e puntando all’azzeramento dello smaltimento in discarica.

L’ultimo terzo è dedicato all’energia, ma le energie rinnovabili e l’efficienza energetica vengono citate una sola volta. Si parla soprattutto di energia meno costosa, più sicura e più sostenibile funzionalmente alla strategia energetica nazionale presentata dal governo e allo snellimento della governance energetica.

All’interno degli altri capitoli del programma, l’ambiente è citato altre due volte, in relazione ai temi del turismo e delle politiche europee. Ma non si trova nel programma alcun rifermento ai cambiamenti climatici. La radice “clima” appare solo una volta, nel paragrafo sulla politica agricola: “Serve dare una maggiore protezione agli agricoltori dalle crisi, climatiche o di mercato, cicliche o meno incentivando le pratiche assicurative a livello nazionale e comunitario” e il riferimento alle emissioni nocive del primo paragrafo non specifica in alcun modo il loro collegamento con la sfida del clima.

 

Movimento cinque stelle – Grillo Presidente

Sette sono i capitoli del programma di Grillo: il secondo e il quinto guardano a energia e trasporti, senza toccare il tema della crescita verde.

Sul tema energetico, Grillo punta molto sulla riduzione degli sprechi e delle inefficienze nel riscaldamento degli ambienti. Propone misure per “una politica energetica finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2, anche per evitare le sanzioni economiche previste dal trattato di Kyoto nei confronti dei Paesi inadempienti”. Tocca poi i temi delle energie rinnovabili, in particolare delle biomasse e dei biocombustibili, e dei rifiuti.

Sui Trasporti, le proposte sono diverse e orientate al disincentivo dell’uso dei mezzi privati a motore.

La riduzione delle emissioni di CO2, una delle principali cause dei cambiamenti climatici, è richiamata due volte nel programma, l’unico che cita (con riferimento al protocollo di Kyoto, seppur in modo impreciso) la dimensione internazionale del problema e delle sue possibili soluzioni.

 

Rivoluzione Civile – Ingroia Presidente

Ingroia dedica un decimo del suo programma all’ambiente, facendo un riferimento esplicito ai cambiamenti climatici: “Va cambiato l’attuale modello di sviluppo, responsabile dei cambiamenti climatici, del consumo senza limiti delle risorse, di povertà, squilibri e guerre”.

Cita poi i temi del paesaggio, dei beni comuni, dell’agricoltura e della biodiversità, del risparmio energetico, lo sviluppo delle rinnovabili, la messa in sicurezza del territorio, della mobilità  sostenibile e della green economy.

 

Fare per fermare il declino – Giannino Presidente

Oscar Giannino ha dieci proposte per fermare il declino, ma il tema ambientale non è tra queste. Gli viene dedicato un approfondimento esterno dove non si incontrano il tema del clima o delle emissioni. Si concentra sui temi dei rifiuti, urbanistica e consumo di suolo, politiche fiscali ambientali, parchi e aree naturali protette, acqua e servizio idrico, rischio idrogeologico e sismico. La riduzione dei consumi energetici e l’efficienza energetica vengono visti in relazione alle politiche europee, ma senza creare alcun collegamento con le politiche climatiche internazionali.

.

Dall’analisi dei programmi degli schieramenti candidati alle prossime elezioni, emerge purtroppo un quadro poco ottimista: del tema energetico nessuno si dimentica, ma esso rimane spesso slegato dal problema delle emissioni di gas serra. E’ poca la consapevolezza della sfida che i cambiamenti climatici pongono al nostro Paese e al mondo. Pochi sono gli impegni nella mitigazione dei cambiamenti climatici (quasi mai chiamata con il suo nome) e praticamente nulli quelli nell’adattamento agli inevitabili cambiamenti climatici in corso. Sono quasi assenti, nei programmi dei candidati, i richiami ai trattati internazionali sull’ambiente in cui l’Italia è coinvolta. Manca una spinta verso un cambio radicale e innovativo, un ripensamento del sistema produttivo ed energetico. Un cambiamento che nel resto del mondo sta già avvenendo e per cui l’Italia rischia ancora una volta di trovarsi come fanalino di coda, perdendo l’opportunità di  far la parte della locomotiva.

Programmi fatti per raccogliere forse qualche voto, ma senza una visione per il nostro futuro.

 

Maggiori informazioni:

·     Programma Partito Democratico: http://www.partitodemocratico.it/doc/248839/il-nostro-programma.htm

·     Programma Sinistra Ecologia Libertà: http://www.sinistraecologialiberta.it/kit2013/programma_sel_2013.pdf

·     Programma Popolo della Libertà: http://www.pdl.it/speciali/programma-elettorale-2013.pdf

·     Agenda Monti: http://agendamonti.s3.amazonaws.com/UnAgenda-per-un-impegno-comune-di-Mario-Monti.pdf

·     Programma Movimento Cinque Stelle: http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Programma-Movimento-5-Stelle.pdf

·     Programma Rivoluzione Civile: http://www.rivoluzionecivile.it/sintesi-del-programma-di-rivoluzione-civile/

·     Programma Fare per fermare il declino: https://www.fermareildeclino.it/


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